Come si valida una nuova idea di business

La validazione è quel processo che ti permette di determinare se il tuo prodotto o servizio che si vuole lanciare è di interesse per uno specifico target del mercato. Due sono le fasi di validazione che si ritrovano nel percorso tipico di una startup: la prima post-analisi e la seconda dopo il lancio di un prototipo, il classico MVP. Queste due validazioni sono necessarie perché tutte le analisi che si realizzano sono teoriche e sono basate su intuizioni dei fondatori o sulle loro esigenze. Tuttavia, bisogna capire se una volta che si è individuato il mercato c’è una domanda dei need scoperti. Altrimenti, si inserisce sul mercato un prototipo che non richiede nessuno e molto probabilmente quella startup fallirà. La validazione è utile o a confermare le tesi che sono uscite dall’analisi, o a capire che il need non esiste o a scoprire che il need è giusto ma l’approccio è sbagliato. Dunque, il mercato può darci dei feedback che ci permettono di tarare in maniera più corretta. Una startup è sempre in validazione perché anche quando esce sul mercato quest’ultimo fornisce sempre nuovi stimoli, nuovi feedback per migliorare o modificare il prodotto. È una fase fondamentale per minimizzare i rischi di fallimento. Come si valida? Il percorso di validazione è diverso a seconda se ci si trovi nella prima o nella seconda fase. La prima validazione, post analisi, si realizza tramite questionari da inviare ad un target prescelto. Questionario che spesso non è realizzato in maniera efficace. Spesso, infatti, i questionari sono costruiti per farsi accontentare. Non deve essere specifico sul prodotto che la startup vuole lanciare ma deve essere volto a capire le abitudini del target. Per fare un esempio, una domanda corretta è “tu cosa fai per risolvere questo problema?”. Comprendendo le abitudini si ha la possibilità di capire se il bisogno che si sta lanciando va a coprire il problema e se lo può risolvere. Altrimenti, analizzando le abitudini si scopre che un’idea può essere rivista, cancellata o può essere del tutto riprogettata. Tutto ciò avviene senza la perdita di denaro. Successivamente si ha una seconda validazione, post lancio dell’MVP, che è leggermente più delicata. Questa validazione è più ampia ed è quella che fa la differenza fra la vita di una startup e la morte di quest’ultima. I feedback devono arrivare sul core business che si sta lanciando e di conseguenza l’MVP deve essere asciutto così che i feedback arrivino diretti sul prodotto. Si inizia il secondo giro di validazione in cui servono feedback molto puntuali. Soltanto successivamente si possono allargare le funzionalità a secondo dei need che sono arrivati. Questo è fondamentale perché alle volte si pensa a dei miglioramenti e si costruisce un’ottima timeline che, però, in maniera quasi matematica il mercato fa ricambiare. Oggi la validazione è diventata uno step imprescindibile per ottenere qualsiasi tipo di investimento. Nessuno investe se non ci sono dati che dimostrano la validazione. In conclusione, una regola fondamentale è che si possono prestabilire molti piani ma il vero CEO è il mercato. Se ascolti bene i tuoi clienti, comprendi la strada corretta.